Aree protette

“Molti dolori aspettano l’empio; ma chi confida nell’Eterno, la sua grazia lo circonderà” (Salmo 32:10).

 

 

Tante persone si avventurano in cerca di frettolose elevazioni mistiche contro gli insegnamenti spirituali e morali della Parola di Dio.

Così facendo s’inoltrano in un territorio pericolosissimo, esponendosi a dolorose esperienze. Basti pensare a quelli che presumono di parlare con i defunti, mentre sono circuiti da presenze demoniache che li ingannano e sfruttano. Stessa sorte hanno quanti usano il nome di Dio come una formula rituale, mischiandolo a pratiche idolatre ed occultiste per i loro interessi egoistici (cfr. Atti 19:13-16; I Corinzi 10:19-20).

Ben differente esito attende quanti credono nell’Evangelo, si ravvedono dei loro peccati accogliendo il Signore Gesù Cristo quale loro personale Salvatore ed invocando, nel Suo nome, Dio come Padre per accettare ed onorare tutta la Sua volontà.

 

Nella confessione

La Bibbia, per i figli di Dio, è ora un libro aperto ed essi non devono temere di spalancare il cuore a Colui che sa penetrarlo con la Sua Parola, raccontandogli tutto, confessando i loro peccati e le loro debolezze. Tale apertura alla grazia di Dio instaura una “sintonia protetta” che nessuna voce o sentimento possono sovrastare: ciò che si riceve è il perdono, la purificazione in Cristo (cfr. I Giovanni 3:20).

Alcuni consigliano di non proferire certe cose intime nella preghiera, perché così il nemico ne viene a conoscenza e le può strumentalizzare contro di noi. Tale “prescrizione di sicurezza”, sia pur in buona fede, rimane sbagliata e non rende onore all’onnipotente amore di Dio che sa accoglierci con i nostri difetti e custodirci da ogni accusa e ricatto. Gesù dice: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre” (Giovanni 10:27-29).

Tragici imprevisti sono causati non dai fatti che si confessano a Dio, bensì dai peccati che si pretende di nasconderGli; questa la verità affermata dall’apostolo Pietro, quando disse: “…Anania, perché ha Satana così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo…?” (Atti 5:3).

Se un’anima va al Signore, Egli non soltanto la riceve, ma la tutela dalle forze spirituali della malvagità. Deve avere certe preoccupazioni chi pratica le così dette discipline di concentrazione psicofisica, come lo yoga, il training autogeno, ove in realtà ci si dischiude inermi a vaghe influenze spirituali, senza inibizioni né soprattutto guida divina. Chi invece bussa al regno di Dio, deve riposare nell’assoluta certezza che non può venire Satana ad aprirgli, né questi potrà mai ridurre il Signore nel silenzio camuffando poi la Sua voce.

Al contrario, come Dio è capace di non far vedere o sentire agli uomini certe cose che comunica soltanto ai Suoi fedeli (cfr. Atti 22:9), allo stesso modo può preservarci dalle astuzie del nemico delle anime (cfr. Filippesi 4:6-7).

 

Nella comunione

Il re Davide era fiducioso che cercando Dio, Egli lo avrebbe messo al riparo da ogni ostilità, facendogli percepire nitida la Sua voce celeste, in una comunione preservata ed elevata nella quale nessun nemico si sarebbe potuto infiltrare. Una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e meditare nel Suo tempio. Poich’Egli mi nasconderà nella Sua tenda in giorno di sventura, mi custodirà nel luogo segreto della Sua dimora, mi porterà in alto sopra una roccia. E ora la mia testa s’innalza sui miei nemici che mi circondano. Offrirò nella Sua dimora sacrifici con gioia; canterò e salmeggerò al Signore. Oh Signore, ascolta la mia voce quando t’invoco; abbi pietà di me, e rispondimi. Il mio cuore mi dice da parte tua: cercate il mio volto! Io cerco il tuo volto, oh Signore. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo; tu sei stato il mio aiuto; non lasciarmi, non abbandonarmi, o Dio della mia salvezza! Qualora mio padre e mia madre mi abbandonino, il Signore mi accoglierà. Oh Signore insegnami la tua via, e guidami per un sentiero diritto, a causa dei miei nemici” (Salmo 27:4-11).

Indubbiamente, Dio solo è onnisciente, conoscendo tutto, in ordine di tempo e di spazio, inclusi i sentimenti degli uomini (cfr. I Samuele 2:3; I Cronache 28:9; Isaia 44:7, Atti 1:24).

Il diavolo ha particolare cognizione della natura umana, specie di inclinazioni dovute alla corruzione di questa, e sa come influenzare astutamente la nostra mente con fattori esterni per produrre certi propositi distruttivi.

Piuttosto che temere di quanto ci apriamo nella presenza di Dio, dobbiamo vigilare su quello che assorbiamo da indugi mondani, come ad esempio letture, canzoni e filmati. Infatti, ciò di cui cibiamo la mente produrrà inevitabilmente disposizioni interiori ed azioni che concederanno o toglieranno “spazio al diavolo” (Efesini 4:27).

Quando entro nella mia “cameretta” per una “segreta” comunione con Cristo, non solamente il mondo può restare fuori con le sue vane distrazioni, ma pure il suo malefico dominatore, perché la mia fede mi fa sottomettere al Regno di Dio (cfr. Giacomo 4:7).

 

Nella consacrazione

Ai tempi di Gesù alcuni temevano che aprirsi al mondo spirituale comportasse il rischio di essere illusi ed ingannati dalle schiere demoniache.

Quanti non lo riconoscevano come Messia e Redentore, infatti, ipotizzavano perfino delle commistioni tra Gesù ed il regno satanico (cfr. Luca 11:15-18).

Perciò il Signore rassicura, oggi come allora, quanti si rivolgono a Dio per ricevere il dono dello Spirito Santo, esperienza nella quale l’individuo rimane perfettamente cosciente. “Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. E chi è quel padre tra voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca 11:12-13).

Indubbiamente, dei cuori serrati, per paura o scetticismo, non ottengono nulla da Dio, che opera in risposta alla semplice fede; pertanto occorre essere ben disposti, pronti a non opporre resistenze razionalistiche alla sovrannaturale azione divina.

Tuttavia si deve essere consapevoli che il nemico non può interferire là dove dei cuori sinceri e fiduciosi si afferrano al Regno dei cieli e, per ricevere le promesse bibliche, si arrendono alla perfetta provvidenza spirituale del Padre celeste, che vuole fortificare i Suoi affinché Lo servano efficacemente.

Dio apparecchia “…davanti a me la mensa sotto gli occhi dei miei nemici…”(Salmo 23:5) e nessuno di questi può avvelenarmi, perché i nemici non sono fra me e Dio, ma Egli siede sovrano fra me ed essi. “Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro” (I Corinzi 1:9)!

Quando vogliamo consacrarci per adempiere ai comandi della Parola, e a realizzarne le promesse, entriamo in un’area spirituale protetta, in cui il maligno può ancora attaccare, ma non più ingannare, perché sarà prevedibile ed i suoi travestimenti sono smascherati da quelli che Dio ha rivestito di Cristo, della Sua invincibile armatura (cfr. Efesini 6:11-16).

 

Parla, il Padre ti ascolta

La conoscenza di Dio è potenza per discernere e legare ogni insana persuasione mondana ed angelica. Attenzione a non farci imbavagliare da subdole macchinazioni, da espressioni del tipo “taci, il nemico ti ascolta…”.

Rifugiamoci tra le possenti e paterne braccia del Signore, aprendoci senza riserve alla Sua vivente Parola (cfr. Salmo 91:1-4).

I redenti possono esclamare l’uno all’altro: “Parla, perché il Padre celeste, l’Onnisciente ed Onnipotente Signore, il Dio d’amore ti ascolta !”.

 

 

                                                                                                                       Alessandro Cravana  

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

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