Dodici mesi di tempo

 

 

Da qui inizia la storia di tante ragazze che furono scelte da tutto il regno per essere condotte nella residenza reale di Susa a trascorrere dodici mesi di tempo per prepararsi alla possibilità di essere scelte dal re come nuova regina. Un tempo di preparazione per far risaltare di più la loro bellezza. Anche noi, che abbiamo ormai visto passare dodici mesi, come quelle ragazze, e ci affacciamo ai prossimi, ci troviamo in un momento nel quale tirare le somme e riflettere sulla bellezza della nostra consacrazione a Dio, perché come buoni cristiani vogliamo comparire davanti al Re dei re e sederci accanto a Lui per l'eternità (cfr. Ebrei 12:14; Efesini 5:25-27; Salmo 45:9-11).

 

MESI DI PREPARAZIONE

 

“... perché il tempo dei loro preparativi durava sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici ...” (Ester 2:12).

Le ragazze che in gran numero arrivarono a Susa erano alloggiate nelle case reali riservate alle donne, sotto la sorveglianza di Egai, eunu­co del re, che doveva dare loro quello di cui necessitavano. Dovevano prepararsi per far risaltare tutta la loro bellezza e apparire al re senza la minima impurità e imperfezione.

A ben vedere, anche a noi sono stati con­cessi ben dodici mesi di tempo perché la nostra vita fosse purificata sempre più dalle scorie del peccato e profumasse del buon odore di Cristo (cfr. Il Corinzi 2:15). Ogni giorno, infatti, per mezzo della Parola e per lo Spirito Santo, il credente deve permettere che le virtù del Signore Gesù si  “spalmino” sul proprio cuore, perché sia reso sempre più a Sua immagine.

Con grande desiderio, e senza perder tempo, ci si deve preparare adeguatamente per entrare nel glorioso regno eterno di Dio, con un reale progresso spirituale.

Se le ragazze non raggiungevano uno stan­dard di bellezza, Egai, guardiano delle donne, non le presentava. Dovevano essere mesi di vero cambiamento.

 

MESI DI ATTESA

 

Il brano lascia intendere che il tempo passava in una piacevole attesa, che erano mesi di grandi speranze, di grandi sogni, di grandi progetti. Più trascorrevano i giorni, più in ognuna di quelle ragazze cresceva la speranza di compatire davanti al re. C’era l’attesa di una vita migliore, più elevata. Gli occhi brillavano di gioia al solo pensiero di lasciare il vecchio modo di vivere del popolo per diventare regina. L’attesa di essere scelte infondeva in ognuna di loro lo zelo di prepararsi al meglio. Quanto più il tempo della preparazione per il cielo deve essere caratterizzato da un'attesa sempre più viva. L’apostolo Paolo affermava: “Secondo la mia viva attesa e la mia speranza di non aver da vergognarmi di nulla; ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia con la vita, sia con la morte. Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno... ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio” (Filippesi 1:20, 21, 23). Così anche l’apostolo Pietro: “Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia. Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace”  (II Pietro 3:13, 14). Una delle qualità del cristiano è proprio l’ardente desiderio di comparire davanti al Signore nel cielo: “Lo Spirito e la sposa dicono:Vieni’...” (Apocalisse 22:17). Con questa dolce e fervida attesa ci si prepara per entrare nella gloria eterna, accolti con le meravigliose parole di Gesù: “Va bene, servo buono e fedele... entra nella gioia del tuo Signore” (Matteo 25:23).

 

MESI UNICI

 

“alla fine dei dodici mesi…” (Ester 2:12). Certo erano mesi di grande privilegio, ma finiti i dodici mesi bisognava andare dal re, senz’altra possibilità. Quel tempo era irrepetibile e perciò da tenere in grande considerazione, non potevano né dovevano viverlo con leggerezza, se non volevano vedere preclusa la possibilità di essere scelte. Neppure il cristiano può perdere tempo, poiché da un momento all’altro può venire il suo turno di andare dal Re dei re, di essere accolto nel Suo regno celeste. Occorre che viviamo il nostro tempo sapendo che è unico, sia per il beneficio della salvezza eterna che il Signore ci rivolge sia per la possibilità di santificarci per comparire dinanzi a Lui.

L’apostolo Pietro esorta il credente a “...consacrare il tempo che gli resta da vivere nella carne, non più alle passioni degli uomini, ma alla volontà di Dio. Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle Illecite pratiche idolatriche... La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera” (I Pietro 4:2-3, 7).

Dodici mesi sono passati, che cosa abbiamo realizzato fino ad oggi? Cosa potevamo fare di più per la bellezza della nostra vita spirituale? Cosa ci proponiamo di fare, in futuro, se Dio ce lo concederà? "Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi. Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore ... siate ricolmi di Spirito” (Efesini 5:15-18).

Per il tempo che verrà, vogliamo fare la stessa preghiera di Mosè: “Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni; per acquistare un cuore saggio” (Salmo 90:12).

Attendiamo con fiducia e santificazione il ritorno di Cristo, poiché Egli ha detto: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi” (Giovanni 14:2, 3).

 

Pasquale Contrino