Bisogna innanzi tutto affermare che non esiste la Chiesa perfetta, perché anche quella del primo secolo aveva i suoi problemi ed i suoi difetti. L’unica Chiesa perfetta sarà quella glorificata che Gesù presenterà al Padre dopo il rapimento. Tuttavia, esiste una Chiesa modello alla quale ispirarsi sia per dottrina che per metodi ed etica.
Le Chiese evangeliche A.D.I. rimangono salde sull’assoluta attualità della Chiesa degli Atti degli Apostoli, che rimane il modello della dottrina e della pratica della Chiesa Cristiana di ogni tempo.
Per questo non accettiamo la teoria della “transitorietà della Chiesa degli Atti”, ma crediamo che la Chiesa debba continuamente confrontarsi con il modello di quella neotestamentaria per continuare la propria fedele missione che è quella di annunciare “Tutto l’Evangelo”.

LA DEFINIZIONE DI CHIESA NEL NUOVO TESTAMENTO
Il libro degli Atti evidenzia che il gruppo originale dei discepoli rigenerati, già costituiti come chiesa quando il Signore risorto “… soffiò su loro …” (Giovanni 20:22), si riconobbe come tale soltanto dopo il giorno della Pentecoste:”… E il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che erano sulla via della salvazione” (Atti 2:47). Infatti, si resero conto d’essere divenuti un’entità particolare, diversa da ogni gruppo religioso giudaico che li aveva preceduti. Erano infatti:
a. Un’entità separata dalla “moltitudine” (Atti 2:6) e dalla “… casa d’Israele …” (Atti 2:36). Questo ci ricorda che chi vuole appartenere alla “vera” Chiesa deve necessariamente separarsi dal mondo;
b. Un’entità sorta per ordine divino:” . . . il Signore aggiungeva …” (Atti 2:47);
c. Un’entità in continua espansione: ” … il Signore aggiungeva ogni giorno …” (Atti 2:47).
Questa entità era “l’ekklesìa”, termine greco che significa: “Gruppo di persone convocate da un banditore”. Ben ventitré volte questa parola appare nel libro degli Atti per mettere in risalto come sia necessario identificarsi con una comunità. Non esistono cristiani che possono vivere la loro esperienza con il Signore da soli, senza godere della comunione fraterna e dell’edificazione conseguente che viene dal confronto e dall’arricchimento reciproci. Non bisogna dimenticare che lo Spirito Santo distribuisce i Suoi doni a ciascuno e quindi i credenti sono utili l’uno all’altro. Tutti abbiamo bisogno di una comunità! Questa Assemblea o Chiesa o Comunità è sempre una “convocazione”.Infatti la Chiesa è convocata per incontrarsi sempre con il Signore; essa quindi diviene un organismo vitale ed attivo.
Ogni organismo vivente sviluppa, però, le proprie strutture, senza le quali non può funzionare. La struttura è necessaria per permettere all’organismo di vivere; essa lo protegge da elementi estranei e lo aiuta a raggiungere lo scopo per il quale è stato creato.

I PRINCIPI DELLA CHIESA DEL NUOVO TESTAMENTO
I principi fondamentali della chiesa sono citati in Atti 2:42 e sono i seguenti:
a. L’Impegno. ” … erano perseveranti …”. Ci troviamo di fronte ad un sentimento diverso dall’attivismo religioso e dal semplice frequentare le riunioni di culto. L’impegno religioso di per sé è sterile e vacuo, infatti, non conosce lo zelo che viene dall’opera dello Spirito Santo nella vita dei credenti.
L’estremo opposto, rappresentato dalla monotonia di una semplice partecipazione ai culti, è diverso dal sentimento di quanti concepiscono tutta la loro vita come un servizio al Signore;
b. La Sana Dottrina.”… all’insegnamento degli apostoli, …”. Non era qualcosa di diverso da ciò che Gesù aveva insegnato. La sana dottrina cristiana può essere riassunta nel primo sermone apostolico:
– Il battesimo pentecostale è l’adempimento delle promesse dell’Antico Testamento: “… questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele” (Atti 2:16).
– La benedizione pentecostale è universale, e per ogni tempo: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; …” (Atti 2:17).
– La Chiesa avrebbe manifestato i carismi dello Spirito Santo: “E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno” (Atti 2:18).
– La morte e la risurrezione di Gesù sono il fondamento della fede cristiana: “Quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto” (Atti 2:23, 24).
– Il Signore Gesù ha realizzato la promessa dello Spirito Santo: “Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti 2:33).
– Gesù è il Messia e il divino Signore: “Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” (Atti 2:36).
– Il ravvedimento è indispensabile per la salvezza: “E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38).
– Il battesimo in acqua dev’essere accettato da tutti i credenti (Atti 2:38). -Il battesimo nello Spirito Santo è la promessa per ogni tempo (Atti 2:39);
c. La comunione fraterna. È il terzo principio. Si realizza nella partecipazione di tutti i membri della chiesa e fin dall’inizio si manifesta nell’identificarsi inizialmente con il “rompere il pane”, le preghiere e il ministerio pratico (Atti 2:44-47).

LE CARATTERISTICHE DELLA CHIESA NEL NUOVO TESTAMENTO
Possono essere raggruppate sotto cinque termini fondamentali .
a. Attività. L’attività dei credenti del primo secolo era continua,dedicata,illuminata;essi evangelizzavano,si edificavano gli uni gli altri,studiavano la Parola di Dio per crescere nella conoscenza;
b. Autorità. Si manifestava non soltanto con il ministerio della Parola,ma anche nel vedere praticamente ogni cosa fatta con decoro e con ordine;
c. Amore. Consiste nell’interesse profondo degli uni per gli altri,ma manifestato in ogni aspetto della vita. Amore verso Dio e l’opera Sua,verso la fratellanza,amore verso tutti.
d. Autonomia. Non è indipendenza ma capacità di organizzare la vita della comunità locale,seguendo il modello biblico secondo il bisogno e la visione. La comunità locale è la più semplice e completa espressione della Chiesa Universale,Corpo di Cristo.
e. Associazione. Vale a dire un legame che unisca tutte le chiese locali in un’unica comunione. I cristiani del Nuovo Testamento non consideravano l’autonomia come isolamento,ma ogni comunità era un’espressione dell’ “…assemblea…e…Chiesa de’primogeniti scritti nei cieli,…” (Ebrei 12:22,23). In Atti 15,nel corso del Primo Convegno della Chiesa,i presenti si accordarono per risolvere un grave problema che affliggeva le chiese: “…è parso bene allo Spirito Santo e a noi…”(cfr. Atti 15:25,29)esclamarono per sottolineare che il Signore non ama la separazione,ma l’unità nella dottrina e nella pratica.
Questo è il metodo riconosciuto valido tra le chiese delle ADI: autonomia della chiesa locale ed associazione con chiese consorelle della stessa fede.
La chiesa locale indipendente, che vive in isolamento, corre il pericolo di inorgoglirsi e di trovarsi invischiata, suo malgrado, in deviazioni dottrinali e pratiche, e rischia di estinguersi per non aver coltivato alcuna comunione con altre chiese.
L’associazione di chiese della stessa fede è il segreto per la vitalità e lo sviluppo, e la comunione che ne deriva può aiutare a preservare la testimonianza, a difendere dall’errore, ad unire i credenti in una visione globale, incoraggiandoli, ed anche a stabilire una disciplina biblica che è vitale per la conservazione della sana dottrina.
Dio ci aiuti ad imparare “a praticare il ‘non oltre quel che è scritto’ …” (I Corinzi 4:6).