Esiste tanta confusione su Cristo, sul Suo carattere e sulla Sua persona. Gesù stesso ha posto questa domanda ai Suoi discepoli:
“… Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo”? (Matteo 16:13 ). Anche allora furono presentate diverse opinioni ma Pietro soltanto, perché “il Padre… che è nei cieli” glielo aveva rivelato, poté dichiarare che Gesù era “… il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Matteo 16:16). Non si può identificare Gesù come il Divino Salvatore se non per rivelazione da alto. Quando l’individuo si apre a questa rivelazione divina le proprie opinioni o quelle degli altri perdono il loro valore, perché “trasformati mediante il rinnovamento della … mente”, si conosce “per esperienza quale sia la volontà di Dio” (Romani 12:2). Le teorie e le opinioni umane su Gesù, possono essere mutate nella forma ma non nella sostanza e, quanto affermavano i contemporanei di Cristo, continua ad essere sostenuto in forma più evoluta e complicata. E’ opportuno ricordare che la dottrina della divinità ed umanità di Gesù ha subito assalti diversi, sia da alcuni settori della filosofia che della scienza, quando, con il positivismo, anche i teologi furono invitati ad accettare soltanto quei fenomeni che potevano essere osservati in natura. Così, il Cristo soprannaturale della Scrittura e delle confessioni di fede cristiane, fu da questi relegato al ruolo di oggetto della fede, superstizioso ed ignorante, di alcuni fanatici “fondamentalisti”, i quali credevano ancora all’assurdità di Cristo “vero Dio e vero uomo”!
In risposta alla richiesta ecco, brevemente esposte, alcune concezioni errate sulla Persona di Cristo.
LA CORRENTE MITICA
Questa teoria è fondata sul presupposto che il soprannaturale è impossibile e quindi l’idea di Cristo, espressa nel Nuovo Testamento, sarebbe soltanto un mito idealizzato dai discepoli di Gesù. Altri arrivano ad affermare che gli scrittori biblici hanno cercato di esprimere la divinità di Gesù inserendo alcuni elementi della Sua vita nella struttura mitologica della Grecia, di conseguenza le narrazioni del battesimo di Gesù, della Sua trasfigurazione, della Sua risurrezione ed ascensione sarebbero in parte storiche, in parte leggendarie e in parte mitiche.
Altri ancora sostengono addirittura che la preesistenza di Cristo, la Sua incarnazione, la Sua nascita verginale e la Sua opera d’espiazione sarebbero delle nozioni mitologiche e fantastiche. Questa concezione, come si vedrà, è totalmente in contrasto con la posizione biblica che presenta il Signore, creatore dell’universo mediante “la parola della Sua potenza”, che divenne uomo in Gesù di Nazareth.
LA CORRENTE ESISTENZIALISTA
Questa posizione cerca d’interpretare i pretesi miti della Bibbia in termini di possibilità umane. Perché speculare sul concetto di “divinità ed umanità” di Cristo, affermano i sostenitori di questa teoria, quando “non è importante quello che si crede di Lui, ma soltanto l’esperienza che la chiesa ha fatto riguardo Lui”?
Ad esempio: i titoli che rivelano la divinità di Gesù come “Signore”, “Alfa ed Omega”,“Re dei re”, “Signore dei signori” ecc. esprimerebbero soltanto la Sua eccezionale dignità “in relazione all’esperienza umana”. In altre parole, con questa interpretazione, tutti gli avvenimenti della vita di Cristo sono nient’altro che dei miti, i quali debbono essere interpretati alla luce dell’esperienza umana.
Il mito della risurrezione, ad esempio, esprime soltanto le nuove possibilità della vita nello spirito; quello dell’ascensione affermerebbe “l’ascendente” che Gesù ha su gli individui per plasmarli in ogni processo della vita. Questa teoria è pericolosa più della precedente perché, sotto la forma di una “spiritualizzazione” dei fatti principali della vita terrena di Cristo, si cela la negazione della Sua divinità, riducendo tutto ad un semplice sostegno psicologico e facendo dell’uomo l’unità di misura.
LA CORRENTE DIALETTICA
Questa corrente sostiene che ogni cosa è contraria a qualche altra cosa, e che nessuna dichiarazione e postulato possono essere considerati senza il loro opposto. Afferma che le dichiarazioni teologiche sono parziali e le verità divine non possono essere afferrate con una sola dichiarazione valida sempre. Bisogna trovare una via per cercare la verità … da differenti punti di vista. Però, se così fosse, nel momento in cui si affermano i concetti “antitetici” sull’umanità e la divinità di Cristo, non si può più asserire che la rivelazione di Dio è coerente e convincente.
Non c’è contraddizione in Dio, perché con analogie Egli comunica la conoscenza vera agli uomini. La Sacra Scrittura riflette fedelmente questa conoscenza divina e, così, si può conoscere in verità quello che Dio ha rivelato riguardo al Suo Figlio.
LA CORRENTE FUNZIONALE
Questa afferma che Cristo può essere conosciuto indirettamente per mezzo degli effetti dell’Opera Sua. I sostenitori di questa teoria insistono sul fatto che “l’azione” è più importante “dell’essere”. Questa teologia contemporanea è più interessata agli eventi della vita di Gesù che alla Sua “Persona”. Analizzare attentamente le Opere di Cristo, essi affermano, vuol dire ritornare alla prospettiva biblica. Secondo questa concezione, la teologia cristiana avrebbe speso tanto tempo per parlare delle “due nature di Cristo”, mentre ci si dovrebbe interessare di “quello che Dio compiva in Cristo”. Ma Gesù compì la Sua opera per quello che Egli era e non viceversa, perché questo ridurrebbe la Sua divinità ad una qualità funzionale che farebbe di Gesù un superuomo con particolari facoltà, e null’altro.
LA CORRENTE UMANITARIA
Secondo questa corrente, Cristo sarebbe unicamente un “modello umanitario”. Egli è “l’uomo per gli altri” e rappresenterebbe soltanto un nuovo periodo nell’evoluzione naturale dell’uomo. Gesù è l’ideale di quello che l’uomo diverrà nel processo utopistico verso una nuova società umana. Seguire Gesù vorrebbe dire soltanto unirsi a Lui nel trasformare le strutture oppressive del potere, le quali impediscono la realizzazione di un’umanità perfetta nella società mondiale.
Questa teoria, in diverse forme, si è sviluppata in modo anche estremista nelle diverse culture del mondo. Indubbiamente ha un fascino particolare, perché incorpora le aspirazioni sopite di tutti gli oppressi ed innalza Gesù a perfetto “Emancipatore” e”Liberatore”. L’insidia di questa teoria è posta sull’enfasi umanitaria della figura di Gesù quale “eroe” liberatore degli oppressi o, al massimo, quale uomo in cui Dio dimorava in modo inconsueto, prendendo a prestito nozioni di natura politica, sull’uomo e sulla società. Certamente Gesù è “il Liberatore” degli oppressi ma deve essere riconosciuto come “Redentore” dell’umanità. Per adempiere tale compito Gesù non poteva essere soltanto uomo ma anche veramente Dio perché, come affermava un grande scrittore cristiano dei primi secoli, “nulla di creato può unire la creatura al Creatore”.
LA CORRENTE EVOLUZIONISTICA
Gli evoluzionisti immaginano un mondo in continuo flusso e sviluppo. Questa teoria, applicata alla teologia, sostiene il costante mutamento del mondo dai “livelli inferiori” dell’ordine naturale, verso il livello superiore dello spirito.
La materia, perciò, sarebbe tesa senza sosta verso un livello di coscienza superiore e questa gestazione evoluzionistica si concreterebbe in un “superorganismo materiale ed immateriale che avrebbe il suo punto focale chiamato punto Omega”.
Con una sintesi di prospettive scientifiche e cristiane si conclude che l’Omega della scienza coincide con il Cristo della Bibbia. Poiché l’umanità e l’universo collettivamente saranno perfezionati in Cristo, il Signore che, avendo assunto un corpo evoluto, è simultaneamente l’autore, il prodotto ed il fine del processo evolutivo. Questo Gesù, risultato di un processo cosmico, non è divino, ma un uomo nato, cresciuto ed evoluto attraverso la natura e la storia. Ne consegue che la Sua preesistenza, la Sua incarnazione e la Sua divinità sono esposte ad una reinterpretazione radicale. In questo caso non esisterebbe alcuna differenza tra Gesù e qualsiasi altro uomo. Sarebbe annullata la Sua divinità, non si potrebbe conoscere Dio e, di conseguenza, non ci sarebbe possibilità di salvezza.
LA SANA DOTTRINA
E’ necessario richiamare l’episodio della confessione di Pietro e soprattutto le parole di Gesù riguardo alla Sua natura: “…perché non la carne e il sangue t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli” (Matteo 16:17). Una parafrasi dello stesso testo traduce: “…non hai scoperto questa verità con forze umane, ma essa ti è stata rivelata dal Padre mio che è in cielo” (TILC).
Questa risposta prova, inequivocabilmente, che possiamo confessare Cristo in modo responsabile soltanto per una rivelazione speciale. Secondo la Scrittura: “… grande è il mistero della pietà …” (I Timoteo 3:16); questo segreto (infatti il termine “mistero” nel Nuovo Testamento significa “segreto”) può essere rivelato e partecipato al credente per mezzo dello Spirito Santo. L’uomo peccatore è limitato, perciò non può spiegare la sublime realtà di Dio divenuto uomo in Cristo Gesù, senza la Sacra Scrittura e la rivelazione dello Spirito Santo. Nel momento in cui si asserisce che porzioni della Bibbia sono errate o sono miti e leggende, inevitabilmente si perde la visione del Cristo biblico. Da un’attenta ed obiettiva lettura e meditazione della Sacra Scrittura si può concludere che Gesù Cristo è ‘coeguale’ con il Padre in essenza, scopo ed azione; e che Egli divenne uomo all’incarnazione senza cessare mai di essere Dio. Affermazioni sulla natura ed essenza di Cristo sono espresse nella Sacra Scrittura. Il Vangelo di Giovanni, ad esempio, identifica Gesù con l’autoesistente “Io sono” dell’Antico Testamento, attraverso anche le esplicite dichiarazioni di Cristo stesso: “Io ed il Padre siamo uno” (Giovanni 10:30) e “…il Padre è in me e… io sono nel Padre” ( Giovanni 10:38), mettono in risalto l’unità di Cristo con il Padre. Altri testi esemplari, che affermano la divinità ed umanità di Gesù, possono essere i seguenti: “… in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” (Colossesi 2:9). Gesù è stato costituito da Dio “… erede di tutte le cose, mediante il quale pure ha creato i mondi. Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:2, 3). Una parafrasi dello stesso testo traduce: “Per mezzo di Lui (Cristo) Dio ha creato l’universo e ora Lo ha stabilito come Signore di tutte le cose. Egli è lo specchio della gloria di Dio, l’immagine perfetta di ciò che Dio è. La Sua Parola potente sostiene tutto l’universo” (TILC). “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi, e in eterno” (Ebrei 13:8) non può essere reinterpretato per adattarlo alle concezioni del pensiero attuale. Egli è e rimane quello che è in eterno: l’immutabile Signore della storia. Si può rispondere agli increduli e critici moderni come Gesù stesso rispose ai Farisei del suo tempo: “… voi non sapete da dove io vengo né dove vado. Voi giudicate secondo la carne …” (Giovanni 8;14,15).
Nel dibattito con i Suoi critici contemporanei Gesù diceva: “Voi giudicate con criteri umani”. Coloro che disprezzano la Bibbia, unica rivelazione di Dio all’uomo, si affidano unicamente all’intuito umano ed hanno, in tal modo, una comprensione parziale dell’origine divina di Cristo e del Suo ministerio terreno. Noi, come credenti fedeli a “Tutto l’Evangelo”, rimaniamo saldi sulla posizione dei primi cristiani, i quali proclamavano l’umanità, la divinità e l’opera redentrice del Signore con l’acrostico ICHTHUS che significa: “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”.
