La risposta potrebbe essere semplice e risolutiva con le parole di Gesù: “… Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio” (Matteo 22:29).

La Persona e l’opera dello Spirito San­to è stata sempre fraintesa e controversa fin da quando, nell’ambito del cristianesi­mo, si è tentato di precisarla dottrinal­mente. Infatti, soltanto nel quarto secolo si giunse a concordare un credo, che è an­cora oggi la causa della divisione tra la chiesa d’Oriente e quella d’Occidente, av­venuta nel 589 d.C. proprio sulla definizione teologica dello Spirito Santo. Le chiese occidentali vi aggiunsero il “Filioque”, cioè che lo Spirito Santo “procede dal Padre e dal Figlio”, mentre gli Ortodossi rifiutarono l’espressione “e dal Figlio”.

Un famoso storico del cristianesimo ha affermato che, fino a quando le comunità cristiane erano “ancora in contatto immediato con la vivace spiritualità apostolica … testimone del protrarsi dei doni straordinari e si sperimentava appieno l’influenza rigeneratrice, santificante e consola­trice dello Spirito divino nella vita e nelle sofferenze e nelle morti”(1) di tanti cristiani, non era necessaria alcuna definizione dottrinale. Se la sana dottrina è necessaria, è ugualmente fondamentale l’espe­rienza dell’intervento dello Spirito Santo nella vita dei credenti. Peral­tro, Gesù Cristo non incitò soltanto i Suoi discepoli a meditare sullo Spirito Santo, ma soprattutto a permettere la Sua azione potente nella loro esperienza quotidiana. Quindi, questo equilibrio perfetto tra dot­trina ed esperienza è fondamentale, altrimenti ognuno potrebbe for­mulare la propria opinione personale sullo Spirito di Dio, che è “Dio benedetto in eterno”.

Dall’inchiesta realizzata recentemente da un quotidiano italiano, ri­sulta che il 72,1% degli intervistati ha un’opinione personale sullo Spi­rito Santo che va da “qualcosa di astratto” (18,8%), fino al fatto che è “il nulla” (20,2%). Per alcuni, poi, è una guida, un consigliere, per altri l’Angelo custode, oppure una forma di “magia”. “Per un laico è il movi­mento della vita stessa, quello che porta ogni uomo e ogni donna a di­segnare la sua orbita nell’universo, riconoscendo, in contatto con tutte le forze della natura, di esserne parte”. Quante idee diverse e contrastan­ti, quel 27,9% che ha risposto esattamente che lo Spirito Santo è “Dio” o un “Componente della Santissima Trinità”, quanto conosce per “espe­rienza” l’opera del divino Consolatore?

A chi dunque affidarci, in un mondo tanto confuso come il nostro? Il consiglio di Gesù conserva ancora tutto il suo valore. Per risolvere le incertezze sui problemi che la nostra mente crea intorno alla divinità e all’eternità, esiste soltanto un duplice metodo: ricorrere alle Scritture e conoscere la potenza di Dio. Le Sacre Scritture espongono gli attributi divini dello Spirito Santo. Gli Attributi assoluti:

a. Eternità:”… mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso …” (Ebrei 9:14);

b. Onnipotenza: “Tu mandi il tuo spirito e sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra” (Salmo 104:30);

c. Onniscienza:”… investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio” (I Corinzi 2:10);

d. Onnipresenza: “Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua

presenza?” (Salmo 139:7; Vers. N. R.);

e. Spiritualità: “Dio è Spirito …” (Giovanni 4:24).

 

(1) PhaiP Schaff, History of the Christian Church, Wm. B. Eerdmans Publ. Comp. Grand Ra­pids, Mich., 1989,Vol. 11, pag. 561.

Gli attributi morali:

a. Santità: “Perché … mentire allo Spirito Santo … non hai mentito agli uomini ma a Dio” (Atti 5:3, 4);

b. Amore: “Il frutto dello Spirito … è amore …” (Galati 5:22);

c. Fedeltà: “… Egli vi guiderà in tutta la verità…”(Giovanni 16:13).

La Scrittura descrive anche la Sua azione spirituale nei confronti di coloro che credono in Cristo:

a. Produce la “nuova nascita” spirituale “Gesù rispose: ‘In verità, in verità ti dico, che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entra­re nel regno di Dio”‘ (Giovanni 3:5);

b. Opera la santificazione:”… siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio” (I Corinzi 6:11 );

c. Riempie di potenza i credenti: “Riceverete potenza quando lo Spiri­to Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni … fino alle estremità della terra” (Atti 1:8); “Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi …delle grandi cose di Dio ..”(Atti 2:4,11);

d. Guida nella preghiera: “…lo Spirito viene in aiuto alla nostra debo­lezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito in­tercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili” (Romani 8:26);

e. Partecipa ai credenti il carattere di Gesù: “Il frutto dello Spirito … è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudi­ne, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5:22, 23);

f. Distribuisce i carismi:”… opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole” (1 Corinzi 12:11);

g. Dona la certezza della vita eterna: “Dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in Lui [Cristo, N.d.A.), avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria” (Efesini 1: 13, 14);

h. Risuscita i morti: “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai

morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivifi­cherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Romani 8: 11).

Abbiamo citato soltanto alcune delle opere dello Spirito Santo per provare che non si tratta “di una diffusa ispirazione” che riposa nel genere umano perché produca esperienze esaltanti, né dì ‘un’energia vitale”; è molto di più: è Dio benedetto in eterno. E’ una delle “Perso­ne divine”; infatti, Gesù lo definisce il “Paracleto”, cioè il Consolatore, l’Avvocato, Uno che è accanto per aiutare, il Difensore. Tutte le altre definizioni umane vengono meno dinanzi alla realtà di questo “Conso­latore” divino che rende Gesù contemporaneo a noi e, per chi si ri­volge a Dio per mezzo di Cristo, fa scoprire una nuova dimensione, “quella dello Spirito”. Allora l’individuo non si sente più solo, ma rea­lizza la presenza rassicurante di Cristo e le parole di Gesù divengono realtà: “… Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20).